Google potenzia i filtri anti-spam per contrastare la clonazione di contenuti online

Vita dura per il ladri di contenuti web

Pubblicato il · nella categoria Posizionamento Siti Web. Di Massimo Pittella
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In questi giorni Google ha messo a disposizione dei webmaster onesti uno strumento per denunciare le copie non autorizzate dei propri contenuti web. I ladri non finiranno in cella, ma quanto meno il frutto delle loro azioni sarà cancellato dall’indice di Google, vanificando così il loro tentativo di ottenere visibilità a spese altrui. Soprattutto, gli autori titolari dei contenuti duplicati non rischieranno di essere essi stessi paradossalmente penalizzati dal furto subito.

Sarebbe potuto succedere, in effetti. E forse talvolta è successo, procurando notti insonni a qualche webmaster ignaro che si è visto penalizzare il proprio sito per via di qualche replica non autorizzata delle sue pagine. Google infatti non ammette la presenza online di pagine identiche o eccessivamente simili tra loro, considerandola una forma di spamming.

Fino a pochi giorni fa, quando Google rilevava una situazione di questo tipo cercava di distinguere il sito originale dallo “scraper site”, il sito contenente le pagine clonate. L’intento era ovviamente quello di penalizzare gli autori dei furti di contenuti evitando di indicizzarne i doppioni o agendo sul loro posizionamento organico. Peccato però che gli algoritmi preposti a distinguere il sito “buono” da quello “cattivo” non fossero in grado di fare sempre un buon lavoro, con il rischio di compromettere seriamente la SEO e le altre attività di web marketing di onesti professionisti. Talvolta capitava ad esempio che si sbagliassero, penalizzando ingiustamente il sito originale. Più spesso, non erano semplicemente in grado di stabilire se due pagine simili fossero realmente una il clone “aggiustato” dell’altra, oppure no.

Oggi Google invita gli stessi utenti a denunciare i furti di contenuti utilizzando un apposito modulo online denominato Scraper Report. L’annuncio è stato dato il 27 Febbraio scorso con un tweet di Matt Cutts, portavoce ufficiale del noto motore di ricerca. Attraverso questo strumento chiunque potrà segnalare casi di clonazione indicando l’indirizzo della pagina originale, quello della pagina clone e quello della pagina con i risultati della ricerca Google da cui emerge il conflitto.

In realtà Google non ci dice cosa farà di tutte le segnalazioni che gli arriveranno per questa nuova via. Come al solito, Big G è assai poco trasparente circa le proprie procedure. Non c’è quindi neanche la certezza che le segnalazioni possano tutte essere tempestivamente esaminate da personale specializzato, in grado di riportare giustizia nei risultati organici delle ricerche ovviando alle limitazioni degli algoritmi automatici. Sicuramente serviranno a migliorare l’efficacia euristica degli algoritmi anti-spam. Quanto al resto staremo a vedere.

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